Dopo il successo ottenuto con l’esperienza in corso a Genova, la mostra d’arte “La Metafora del Viaggio” dell’artista italo-francese Bruno Catalano approda ad Alassio in occasione del LIGYES 2024: Alassio – Genova Cultura Fest.
L’esposizione a cielo aperto, curata dalla Galleria Ravagnan, è organizzata grazie al partenariato tra le città di Genova e Alassio e la Regione Liguria. Comprende due sculture monumentali della straordinaria serie “I Viaggiatori”, "Blue de Chine" e "Non Finito", che saranno esposte fino al 31 ottobre sul lungomare di Alassio, all'ingresso del Molo Bestoso.
In occasione dell’apertura del festival, Bruno Catalano ha firmato anche una piastrella del famoso Muretto di Alassio, in presenza del sindaco di Alassio Marco Melgrati e di Angela Berrino, rappresentante della Fondazione Berrino. Il Muretto, decorato dagli anni '50 con piastrelle firmate da celebrità, artisti e personalità di rilievo, rappresenta un simbolo storico e culturale della città. La firma di Catalano arricchisce questo luogo iconico, unendo tradizione e contemporaneità in un evento che celebra l'arte e la memoria collettiva.
I Viaggiatori
"I Viaggiatori" di Bruno Catalano sono personaggi che la scultura immortala nel mezzo di un lungo viaggio, la cui durata, origine e destinazione rimangono a noi ignote. Nella sua opera, questi uomini e queste donne tratti dal mondo del quotidiano assumono una dimensione eroica e diventano simboli di continuità e trasformazione. Con la loro statura monumentale esplorano e raccontano i temi universali dell’esistenza umana: l’identità, la migrazione, il viaggio stesso. Questi individui trasportano all’interno dei loro bagagli dei frammenti di vita e di storia. Il loro destino si lega inevitabilmente alle loro radici, e li mantiene in un equilibrio precario tra il passato e il futuro. Bruno Catalano rappresenta esseri umani, figure sospese che viaggiano, attraversate dalla luce, dal vento e dallo sguardo. Corpi incompiuti dove le parti mancanti diventano finestre nelle quali riconoscersi, metafore di movimento e connessione con il viaggio della vita.
Blue de Chine
“Blue de Chine” è un’opera dedicata a tutti quei lavoratori che giungono da terre remote. La patina di colore blu che avvolge la scultura è un'evocazione all'abbigliamento distintivo degli operai e dei marinai. Bruno Catalano era lui stesso uno di loro, partito dal Marocco e arrivato a Marsiglia con nient'altro che una modesta valigia. Questa scultura celebra l'umanità in movimento e il coraggio dei lavoratori migranti che hanno contribuito a plasmare il mondo in cui viviamo.
Non Finito
Scultura dal drappeggio che confonde, che ricopre tutta la figura, invisibile, indecifrabile, ineffabile: “Non Finito” rappresenta l’infinità di direzioni, ritocchi, modifiche, su un oggetto d’arte, consentiti dall’argilla. Concretamente, per mantenerla malleabile e morbida, lo scultore avvolge la scultura ogni sera con un canovaccio bagnato. L’artista scrive una poesia in tre dimensioni per questo canovaccio, che gli consente di continuare il lavoro su una statua incompiuta, allegoria del work in progress. L’aspetto mistico di questa scultura esprime lo straordinario spettro delle possibilità della creazione. Scrutando oltre i riferimenti allo stile classico, possiamo notare una reverenza verso i grandi maestri, con i ricchi drappeggi che hanno tanto affascinato questo artista autodidatta. Infine, la scultura parla del lavoro nella sua dimensione assoluta, quotidiana, dell’artista come anche dell’operaio. Bruno Catalano, prima operaio in catena di montaggio, marinaio e poi elettricista, nutre e onora il lavoro manuale fatto di gesti reiterati, con le sue minime variazioni, sempre alla ricerca della perfezione.