Bruno Catalano Incontra Giorgione

27-06-2026
03-11-2026

Esposizione a Cielo Aperto

'Bruno Catalano Incontra Giorgione'

Castelfranco Veneto

I Viaggiatori, monumentali sculture in bronzo di Bruno Catalano, fanno il loro ingresso a Castelfranco Veneto, città del Giorgione, indiscutibilmente conosciuto come il pittore più rivoluzionario e misterioso del Rinascimento, autore di paesaggi indimenticabili abitati da una luce diffusa e da personaggi avvolti nell’enigma e nel silenzio.

In un circuito temporale straordinario, le figure di Bruno Catalano nella magia del pieno e del vuoto, nella dialettica spettacolare del grave e lieve, hanno la capacità di ridestare l’atmosfera sospesa e l’invisibile propri della poetica giorgionesca. Collocati nel perimetro urbano, i Viaggiatori dell’artista franco-italiano, composti di lacerti e di indizi, di parti disgiunte ma incredibilmente salde, sintetizzano il cammino che ogni uomo compie nella vita, un cammino fatto di squarci, di mancanze, di desideri, di un passato che ci portiamo appresso come una sorta di valigia e di un futuro che volti e sguardi lasciano intravedere.

«La vita può essere compresa solo all’indietro, ma deve essere vissuta in avanti», così si esprimeva Søren Kierkegaard nei suoi Diari e ci pare davvero che i Viaggiatori di Bruno Catalano, sulla scia del quadro I Tre Filosofi di Giorgione, dove gli occhi dei protagonisti sono tutti rivolti ad un altrove, rappresentino l’essenza vera di ogni persona che avanza, tra terra e cielo, nelle costanti fragilità ed esitazioni che la vita porta con sé.

Hanno attraversato porzioni di mondi lontani, prima di approdare a Castelfranco Veneto carichi di esperienze e qui, circondati dalle mura antiche e dal viavai cittadino, si lasciano interrogare e ammirare. C’è un sentimento di vicinanza e di sottile condivisione che spinge il passante a fermarsi e osservare: non capita spesso con i monumenti all’aria aperta. Sarà l’abbigliamento quotidiano, sarà il modo di atteggiarsi, ma queste sculture, investite di un’aura antieroeica, emanano un fascino unico. Il fatto di essere incomplete e attraversate dal vuoto le rende ancora più umane perché chiedono di essere ultimate, perfezionate dall’occhio e dalla mente di ognuno di noi. E pensare che la loro genesi è da attribuirsi ad un incidente in fonderia, dovuto alla colata di bronzo che non ha correttamente riempito lo stampo, lasciando una voragine nella pancia della figura. Da un ostacolo apparentemente insormontabile è scaturita un’opportunità che è diventata cifra stilistica, tratto distintivo di una poetica oramai internazionale.

La fine che segna un inizio. Quante volte accade nella vita?

È proprio per questo che i Viaggiatori di Bruno Catalano ci appaiono così vicini. Nei loro corpi incompiuti riconosciamo l’impronta delle ferite, degli scarti, delle difficoltà che modellano ogni esistenza. La loro incompletezza non parla di mancanza, ma di resistenza. L’empatia che suscitano nasce proprio da questa silenziosa affinità: il riconoscimento reciproco tra anime forgiate dagli ostacoli eppure capaci di proseguire il viaggio.

«Le mie sculture portano una storia, ma non la raccontano», dice l’artista. «Non sappiamo da dove vengano né dove vadano, ma sappiamo che camminano. Il vuoto all’interno dei loro corpi è lo spazio che accoglie il mondo che li circonda». In bilico tra partenze e ritorni, accomunati da un bagaglio che unisce memoria e divenire, questi viaggiatori del nostro tempo, interpretando il sentimento forte del distacco che l’artista stesso ha provato a quindici anni costretto a lasciare il Marocco, paese natale, per giungere a Marsiglia, incarnano i temi, ora più che mai attuali, dell’emigrazione, dello sradicamento, della transitorietà e della ricerca del sé.

Che si tratti di J4, di Bleu de Chine, di Voyage à NY o di Benoît, ogni Viaggiatore conserva nell’estremo vigore del frammento l’equilibrio di un’interezza data dal certo e dall’incerto, dal visibile e dall’invisibile.

Se nel potente L’Homme qui marche I («L’uomo che cammina I») del 1960 di Alberto Giacometti, il bronzo risulta corroso, aggrumato, non definito a suggerire un idolo senza tempo che dalla statuaria egizia e soprattutto etrusca giunge al contemporaneo, l’uomo di Catalano appartiene al suo e al nostro tempo e la materia accuratamente plasmata lo dimostra. Lo stesso avviene per alcuni dei protagonisti giorgioneschi, a cominciare, nella celeberrima Tempesta, dalla figura maschile, elegantemente vestita, che si fa portavoce della civiltà mediterranea e rinascimentale. Il sommo pittore ha raccontato la cultura delle corti e l’aristocrazia della Serenissima in un’arcana e indecifrabile tensione narrativa, utilizzando lo sfumato e il tonalismo per fondere indissolubilmente le figure umane all’ambiente circostante. Le sculture di Catalano nel bronzo spezzato dei corpi fanno entrare lo stesso paesaggio di Castelfranco Veneto con le infinite vibrazioni luministiche, dense di riflessi e di intermittenze. È la magia di un incontro eccezionale perché quando l’arte tocca le corde profonde dell’anima e del mistero umano diventa lingua universale.

Lorena Gava – Storica e critica d'arte

I Viaggiatori

I Viaggiatori di Bruno Catalano sono personaggi che la scultura immortala nel mezzo di un lungo viaggio, la cui durata, origine e destinazione rimangono a noi ignote. Nella sua opera, questi uomini e queste donne tratti dal mondo del quotidiano assumono una dimensione eroica e diventano simboli di continuità e trasformazione. Con la loro statura monumentale esplorano e raccontano i temi universali dell’esistenza umana: l’identità, la migrazione, il viaggio stesso. Questi individui trasportano all'interno dei loro bagagli dei frammenti di vita e di storia. Il loro destino si lega inevitabilmente alle loro radici, e li mantiene in un equilibrio precario tra il passato e il futuro. Bruno Catalano rappresenta esseri umani, figure sospese che viaggiano, attraversate dalla luce, dal vento e dallo sguardo. Corpi incompiuti dove le parti mancanti diventano finestre nelle quali riconoscersi, metafore di movimento e connessione con il viaggio della vita.

Benoît

Benoît nasce da uno di quegli incontri che spesso alimentano l'immaginario di Bruno Catalano. In ciascuno dei suoi Viaggiatori, l'artista riconosce in una persona reale un dettaglio capace di accendere l'ispirazione: uno sguardo, un'espressione, una postura o una particolare presenza. È in questi elementi che individua la forza, l'unicità e l'umanità da cui prende forma la scultura. In questo caso il soggetto è Benoît, collaboratore e amico dell'artista. I suoi tratti e il suo portamento evocano figure eroiche e mitologiche dell'antichità, come se appartenesse a un tempo lontano. Catalano traduce questa suggestione in una presenza sospesa tra passato e presente, dove l'eco della classicità si confronta con il dinamismo e le inquietudini della contemporaneità.

Bleu de Chine

Bleu de Chine è un'opera dedicata a tutti coloro che lasciano la propria terra in cerca di nuove opportunità. La caratteristica patina blu che avvolge la scultura richiama gli indumenti da lavoro tradizionalmente associati agli operai e ai marinai, figure che hanno attraversato confini e culture contribuendo alla costruzione del mondo contemporaneo. In questa immagine si riflette anche la storia personale di Bruno Catalano, emigrato dal Marocco a Marsiglia con una semplice valigia. Attraverso la figura del viaggiatore, l'artista rende omaggio all'umanità in movimento, trasformando l'esperienza del lavoro, del viaggio e dello sradicamento in una riflessione universale sul coraggio, sulla resilienza e sulla ricerca di un futuro migliore.

J4

La scultura monumentale J4 è una delle prime opere monumentali realizzate da Bruno Catalano. Esposta in numerosi contesti internazionali, ha contribuito in modo significativo all’affermazione e alla riconoscibilità del suo linguaggio artistico. La sua forza iconica ha reso questa figura di viaggiatore una delle immagini più emblematiche della sua produzione. Il titolo rimanda direttamente a Marsiglia e, in particolare, all’Esplanade J4, situata tra il Fort Saint-Jean e la Cattedrale della Major, luogo di approdo e passaggio per molti migranti. Attraverso questo personaggio sospeso tra fragilità e determinazione, Bruno Catalano propone una riflessione sul tema dell’emigrazione e dello sradicamento. Il corpo frammentato, cifra distintiva della sua poetica, diventa il simbolo di una condizione umana universale: quella di chi lascia una parte di sé alle spalle per inseguire la speranza di un futuro migliore.

Voyage à New York

Voyage à New York rappresenta il punto di arrivo di una lunga ricerca artistica, formale e spirituale che Bruno Catalano ha dedicato alla rappresentazione dell’alterità. Se inizialmente l’artista prendeva sé stesso come modello, nel tempo ha rivolto il proprio sguardo verso gli altri, facendo della figura umana il luogo privilegiato di una riflessione sulla condizione contemporanea. La lacerazione che caratterizza le sue sculture non è mai un vuoto, ma una soglia aperta sul mondo. Con Voyage à New York, questa ricerca si arricchisce di un nuovo elemento. A partire dal 2019, Bruno Catalano introduce lo specchio, mettendo in relazione la densità del bronzo con una superficie capace di catturare e restituire immagini. La scultura cessa così di essere un oggetto chiuso e diventa uno spazio in continua trasformazione, nel quale figura e ambiente si compenetrano. La caratteristica frammentazione del corpo, cifra distintiva del linguaggio di Bruno Catalano, genera una tensione costante tra stabilità e precarietà, gravità e leggerezza. I riflessi moltiplicano i punti di vista, modificano la percezione della forma e rendono ogni esperienza dell'opera irripetibile. In Voyage à New York, la presenza umana non è definita soltanto dal bronzo, ma anche da ciò che vi si manifesta istante dopo istante. L'opera non rappresenta semplicemente il viaggio: ne assume la natura mutevole, fatta di incontri, attraversamenti e continui cambiamenti di prospettiva.


 
ARTISTI CORRELATI
iscriviti alla newsletter
Per tutte le novità sulla galleria, sulle opere esposte e sulle future esposizioni ed iniziative.
oppure seguici su