Grazie alla collaborazione tra la Galleria Ravagnan e il Comune di Amalfi "I Viaggiatori" di Bruno Catalano “approdano” nel porto della città campana, in un ideale gemellaggio tra le due antiche repubbliche marinare che sabato 3 giugno si sfideranno a Venezia, assieme a Genova e Pisa, nel tradizionale Palio Remiero.
Le quattro monumentali opere di Bruno Catalano, artista francese, nato in Marocco e con origini italiane – rappresentato in esclusiva per l’Italia dalla Galleria Ravagnan – resteranno sul lungomare amalfitano fino al prossimo 5 novembre.
“Nel mio lavoro sono alla ricerca del movimento e dell’espressione dei sentimenti; faccio emergere dall’inerzia nuove forme e riesco a levigarle fino a dare loro nuova vita - dice Catalano parlando della sua arte - Provenendo dal Marocco, anche io ho viaggiato con valigie piene di ricordi che rappresento così spesso nei miei lavori. Non contengono solo immagini ma anche vissuto, i miei desideri: le mie origini in movimento”.
Come scriveva Enzo Di Martino nel 2017 nel catalogo di una precedente mostra veneziana, Catalano “mette in atto un'inedita e sorprendente strategia espressiva caratterizzata dalla frantumazione dell’integrità della figura". "I Viaggiatori" sono, infatti, sorprendenti sculture di bronzo caratterizzate dalla mancanza della parte centrale del corpo, personaggi eterei capaci di instaurare un dialogo con il mondo circostante fino ad identificarsi con esso.
“Sono felice di vedere le straordinarie opere di Bruno Catalano sullo sfondo del mare di Amalfi – sottolinea Chiara Ravagnan -. Grazie al Sindaco Daniele Milano e alla Consigliera Delegata alla Cultura Enza Cobalto che hanno voluto fortemente questa collaborazione: nel nome dell’arte si incontrano due Città che tanto hanno in comune nella loro storia”.
La mostra amalfitana è idealmente dedicata al viaggio spirituale della vita di ciascuno, ma anche, e soprattutto, al tema dell’emigrazione, attuale oggi come ieri anche in luoghi meta del turismo internazionale. Donne e uomini costretti a lasciare la propria casa per lavoro a causa di situazioni contingenti. Come coloro che dal nostro Paese partirono verso terre lontane all'inizio Novecento. Le loro valigie - come quelle dei Viaggiatori di Catalano - erano non solo cariche di pochi effetti personali, ma di sogni e speranze. Viaggio, fuga, esilio sono infatti esperienze universali a cui l’artista rende omaggio attraverso queste figure monumentali che assumono una dimensione eroica proprio perché tratte dal quotidiano.