Nell’ambito delle iniziative culturali promosse dall’aeroporto di Venezia, prosegue la collaborazione tra la Galleria Ravagnan e Gruppo SAVE con l’inaugurazione di un ciclo di esposizioni d’arte contemporanea negli spazi del terminal passeggeri.
Ci sono luoghi in cui si transita, si parte, si arriva. Spazi dove il tempo si misura in coincidenze, annunci, attese. Dove le persone si incrociano senza fermarsi. E poi c’è l’arte, che chiede di rallentare, osservare, respirare. È proprio su questa tensione - tra il movimento e la sosta, tra la fretta e lo stupore - che si focalizza il progetto: un programma di arte pubblica che nasce dal desiderio di connettere l’identità profonda della città con il flusso continuo del mondo.
Ad aprire questo percorso è Andrea Vizzini, artista che da decenni esplora il legame profondo tra materia, memoria e tempo. La mostra Interni Teoretici. Visioni sulla Laguna presenta tre grandi opere, veri e propri “oblò” visivi sospesi tra sogno e architettura, che si schiudono idealmente sulla laguna e sulla Venezia della pittura, del mito e della contemplazione. Realizzate nel 2025 con tecnica mista di acrilico e olio su tela, le opere sono: Il carro del Sole, Le figlie di Eurinome, Il volo dei cigni. Tre titoli che richiamano un immaginario antico e visionario, in cui luce, metamorfosi e origine si intrecciano in un linguaggio simbolico di intensa forza evocativa.
Lontana dall’essere un semplice ornamento, l’arte pubblica nei luoghi di transito si manifesta come una presenza viva, capace di incidere sullo sguardo e sulla mente, anche nel silenzio. Essa si configura come un passaggio invisibile: un confine sottile tra l’ordinario e il possibile, tra ciò che appare e ciò che si intuisce. Nei cosiddetti non-luoghi, come può esserlo un aeroporto, l’arte restituisce profondità allo spazio e introduce pause di senso nel tempo frammentato del viaggio. Il suo valore non risiede soltanto nella bellezza percepibile, ma nella capacità di orientare l’animo umano, di aprire varchi di riflessione e di offrire un nutrimento immateriale, intimo e duraturo.
“Questo progetto nasce dal desiderio di dare il nostro contributo alla dimensione culturale dell’aeroporto Marco Polo, in connessione della città che rappresenta: Venezia, culla di arte e bellezza universale” - afferma Chiara Ravagnan della Galleria Ravagnan. - “L’arte ha la capacità di trasformare anche i luoghi più funzionali, offrendo momenti di ispirazione e connessione.”
“La nostra galleria ha sempre creduto nella forza dell’arte pubblica, capace di parlare anche a chi non la cerca: è qualcosa che si percepisce, anche quando non la si guarda. Portare un artista come Andrea Vizzini in aeroporto - luogo di passaggio per eccellenza - significa dare un volto alla città anche laddove meno ce lo si aspetta.”
Pittore, scultore e ricercatore visivo, Andrea Vizzini è tra i protagonisti del ritorno alla pittura degli anni Settanta. La sua opera si muove tra riflessione filosofica e memoria iconografica, attingendo a fonti classiche e rinascimentali per interrogare il presente. La serie Interni Teoretici, presentata per la prima volta in un aeroporto, traduce questa visione in immagini di grande intensità: terrazze sospese tra realtà e sogno, delimitate da architetture che incorniciano capolavori della tradizione artistica italiana, affacciate su scorci sognanti della laguna veneziana. Il pavimento, disseminato di frammenti di sculture greche, diventa metafora del dialogo incessante tra tempo, materia e memoria.
Le opere accolgono il visitatore in un paesaggio mentale, fatto di scorci veneziani e atmosfere rarefatte. I richiami a San Giorgio, alla Chiesa della Salute, alle luci della grande pittura veneta evocano un tempo sospeso, in bilico tra la Venezia reale e quella interiore. Ogni opera è un varco. Ogni sguardo diventa un invito al rallentamento, all’ascolto, alla contemplazione.
“L’arte non decora, ma interroga” afferma Andrea Vizzini. “Nei luoghi del passaggio, dove tutto scorre senza sosta, l’opera può aprire un tempo diverso, uno spazio mentale. È in questi interstizi che l’arte vive. L’arte ha la forza di diventare una presenza invisibile, un confine sottile: non impone, non spiega, ma suggerisce. Apre spazi interiori. Parla a chi ha fretta, a chi parte, a chi ritorna. Resta impressa, come un dettaglio che ci accompagna senza fare rumore.”
Figura di rilievo della scena artistica dagli anni Settanta, Andrea Vizzini ha sviluppato un linguaggio pittorico e installativo che intreccia filosofia, simbolo e stratificazione storica. Dal ciclo Interni Teoretici ai lavori più recenti, la sua ricerca è un continuo interrogarsi sull’identità dell’uomo attraverso la forma.
Con una poetica che unisce il rigore del concetto alla sensualità della materia, Vizzini ha esposto in prestigiose sedi internazionali (tra cui New York, Parigi, Londra, Pechino) ed è stato presente in diverse edizioni della Biennale di Venezia. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Il suo lavoro si muove tra visibile e invisibile, tra l’archeologia della cultura e il futuro della visione. In Interni Teoretici, la pittura si fa soglia, finestra, ponte tra passato e presente.
La mostra è allestita nella sala arrivi dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia e sarà visibile per i prossimi mesi. I viaggiatori sono invitati a concedersi un momento fuori dal flusso, a lasciarsi attraversare dall’arte. In un mondo che corre, l’arte rallenta. In un luogo di transito, l’arte radica. E Venezia - anche attraverso l’aeroporto - continua a raccontarsi al mondo con la sua voce più autentica: quella dell’immaginazione e della bellezza.