Lĕvĭtās - Andrea Roggi, Amalfi

18-07-2024
31-01-2025

Esposizione a Cielo Aperto

Andrea Roggi: 'LEVĬTĀS'

Amalfi

Andrea Roggi torna ad Amalfi con la mostra diffusa Lĕvĭtās. Dal 18 luglio al 31 dicembre, grazie alla collaborazione tra Galleria Ravagnan e il Comune di Amalfi cinque opere monumentali dell’artista entrano in connessione con le architetture e il paesaggio della Costiera Amalfitana, ne traggono forza e allo stesso tempo restituiscono energia viva a chi le incrocia lungo il percorso.

La scrittura prova a staccarsi da terra con la parola poetica. Per questo gli antichi la immaginavano “alata”. L’impresa temeraria della scultura è vincere la forza di gravità, far dimenticare alla materia di essere materia, soffiandole dentro la vita, il movimento.

C’è un’istintiva consonanza nel bronzo dei battenti del Duomo di Amalfi e in quello dei cinque, vibranti segni dell’artista toscano, sparsi nel cuore della città porto, dai vicoli al mare. Gli uni e gli altri delimitano e spalancano la soglia del sacro, connettono con “l’Energia della Vita”, scrive: “L’amore e la Creatività fanno girare il Mondo”.

Roggi concepisce forme aperte, danzanti, acrobatiche. Moltiplica i punti di vista con effetti studiati di torsione, enfatizza la gestualità delle presenze umane tra geometrie circolari e architetture aeree. Globi dorati, croste frastagliate di corpi celesti, flutti primordiali, radici celesti sono la sua lingua, la sua poetica.

E l’albero che gli è caro ha le sembianze dell’ulivo, così diffuso anche sui terrazzamenti della Costiera Amalfitana: il dono utile di Atena alla città che porta il suo nome, per averla preferita come protettrice al concorrente Poseidone. Lui, dio del mare, credeva d’impressionare un popolo di naviganti, facendo scaturire dalla roccia un fiotto d'acqua salsa. Lei, dea della sapienza, li conquistò con la maestà ordinaria di un albero che cresce lento, ma dà frutto e riparo a lungo.

La scultura senza peso di Andrea Roggi è così: è piantare un ulivo come atto di fiducia, senza garanzia di potersi sedere alla sua ombra, ma immaginandola soltanto, staccata da zavorre terrene, protesa nel futuro.

Le cinque opere monumentali in bronzo protagoniste dell’esposizione a cielo aperto di Andrea Rogggi ad Amalfi:

Lĕvĭtās (2024, fusione a cera persa, fusione dinamica e patina a fuoco)

Si tratta di un’opera inedita afferente al tema della Sorgente della Vita. Questa scultura si presenta come flutti setosi e fluenti, dalla conformazione vagamente sferica. In altre parole, questa scultura in particolare, grazie ad un assiduo lavoro di ingegno e ad un meticoloso labor-limae, riesce ad esprimere tutta l’energia e tutta la limpidezza dell’acqua, tramite la potenza del bronzo. Da queste onde, sgorgano esseri antropomorfi, vivi, a rappresentazione del principio vitale che questo elemento naturale rappresenta sin dall’antichità. In definitiva, l’opera si declina, all’interno della poetica del Maestro Roggi, quale costituente di quell’unicum essenziale che corrisponde all’Energia della Vita. È per questo motivo che la fruizione e l’analisi di tale ente è indispensabile per la comprensione dell’arte del Maestro Roggi in toto.

Famiglia in volo (2014, fusione a cera persa e patina a fuoco)

Il concetto di famiglia espresso dal Maestro Andrea Roggi affonda le radici nell’intimità dell’artista in questione, giacché esso si rifà all’infanzia del medesimo, spesa nelle campagne toscane, contemplate attraverso gli occhi di un bambino nato in una famiglia contadina. La semplicità e l’immediatezza di questa esperienza bucolica, difatti, non sono mai state percepite quale limite da parte dell’artista, al contrario, sono state percepite come uno stimolo cruciale a favore di virtù, quali curiosità e passione. Di qui, Roggi ha sviluppato il pensiero di un tributo alla famiglia, un tributo a quella dimensione affettiva e quotidiana che ha posto le basi affinché egli potesse raggiungere la consapevolezza e la sensibilità artistica che ne hanno determinato l’eccellente percorso scultoreo. La famiglia, appunto, nelle opere di Roggi, viene rappresentata come coinvolta in un moto ascensionale che la accompagna verso il cielo. È l’amore familiare sperimentato dal Maestro Roggi, il quale sembra quasi avvicinarsi ad una scintilla divina, ad un contatto immediato con una dimensione metafisica, se non, addirittura, escatologica.

Le Radici della Rinascita (2023, fusione a cera persa e patina a fuoco)

Le Radici della Rinascita condivide le tematiche dell’Albero della Vita ma si concentra maggiormente sulla questione umana piuttosto che su quella temporale o ecologica. Questa scultura, in effetti, rappresenta enti antropomorfi contaminati da elementi vegetali, che si librano verso il cielo. Si tratta di un atto dell’artista volto a sottolineare il valore inestimabile dell’amore e dell’altruismo: essi sono fenomeni in grado di liberare l’essere umano da preconcetti e da logiche capziose e, forse ancor più importante, essi sono parte inalienabile dell’essere umano medesimo; insieme alla coscienza, ne sono l’essenza stessa.

Koi no Yokan (2022, fusione a cera persa, fusione dinamica e patina a fuoco)

Si tratta di un Albero della Vita, tema da sempre caro al Maestro Roggi. Questa scultura è il frutto di una riflessione intorno al tempo, legato alla compagine sociale di singoli individui. All’interno della produzione del Maestro Andrea Roggi, l’Albero della Vita agisce quale collegamento fra le meditazioni più teoretiche ed universali e quelle più pratiche e singolari. Come il tempo può essere suddiviso in passato, presente e futuro, infatti, l’Albero della Vita può essere suddiviso in radici, tronco e rami. Le radici corrispondono al passato giacché esse traggono nutrimento dalla terra, ossia da ciò che esiste prima di noi, come la cultura e la tradizione. Il tronco corrisponde al presente ed assume tratti antropomorfi dal momento che è l’unico segmento esistenziale entro il quale possiamo agire. Non basta semplicemente agire, tuttavia, sembra comunicarci il Maestro Roggi: dobbiamo agire con amore. Per questo il tronco è costituito da due individui immortalati in un abbraccio appassionato. Infine, i rami, i quali spuntano dal tronco come relativa e naturale prosecuzione, rappresentano il futuro, ossia l’effetto dell’incontro fra passato e presente. Essi sono carichi di frutti, giacché i valori e l’educazione ricevuti in passato, coniugati con le azioni dettate dall’amore operate nel presente, determinano un futuro virtuoso, positivo.

Il Cerchio della Vita (2019, fusione dinamica e patina a fuoco)

Si tratta di un esemplare di gusto astrattista del Maestro Andrea Roggi. Quest’opera è stata realizzata interamente mediante la tecnica della fusione dinamica e rappresenta il concetto del tempo, attraverso un cerchio bronzeo di aspetto lavico, il quale nasce da una piccola sfera dorata. Quest'opera sostanzia la concezione speculativa dell’Eterno Ritorno in costante ciclicità, la quale, inesausta, diviene sé stessa in un asintotico ed infinito intreccio nelle maglie del tempo.

Per ulteriori informazioni sulla mostra, visita: https://comune.amalfi.sa.it/Novita/Comunicati/Levitas-ad-Amalfi-in-mostra-cinque-opere-di-Andrea-Roggi#page-content


 
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