MOSTRA DIFFUSA

Poser Ses Valises
Bruno Catalano

07.05.2019 - 24.11.2019
Venezia

In dialogo a Venezia il tempo e lo spazio: l’arte di ieri con l’arte contemporanea, nei luoghi di sempre e in nuovi scenari. Camminare a Venezia è anche dialogare con tutto ciò, col quando e col dove, con l’arte di ieri e di oggi, con l’arte di domani.

Le sculture di Bruno Catalano attraversano il tema del viaggiatore, ben saldo nel suo procedere verso il futuro, anche quando il suo corpo è frammentato, e inafferrabile nel suo andare.

I Viaggiatori di Bruno Catalano si possono incontrare al Teatro Goldoni: una statua che raffigura "Van Gogh II", alta due metri, in dialogo con il visitatore e con il magnifico luogo che le fa da cornice; sul Canal Grande, al Sina Centurion Palace, ove dalla terrazza esterna domina la figura imponente, alta tre metri, di un personaggio "Bleu de Chine"; nella chiesa di San Gallo, a riflettersi quasi in un gioco di specchi, quattro personaggi - tre maschili, "Hubert", "Raphael", "Bachir" e uno femminile "Lauralou" - figure non più sole, ma messe in relazione tra di loro, con i loro rispettivi modelli in terracotta.

Queste quattro opere sono in prospettiva all’interno dell’edificio e l’argilla porta gli stessi volti di quelle spezzate nel loro corpo vuoto, in bronzo. Un pieno nella volatilità della terra; un vuoto nella permanenza del bronzo. Il loro è un dialogo simmetrico in alternanza: quando una è in cammino, l’altra invece si ferma. Questo rispecchiarsi evidenzia i contrasti e le complementarità, coinvolgendo i visitatori, e ricomponendo l’essere nel suo valore assoluto.

Protagonista è la valigia, emblema stesso del viaggio, dove deporre i manufatti ma anche i propri desideri e la speranza. In questa accezione si possono interpretare i bagagli dell’artista esposti nella chiesa di San Gallo: strumenti concreti, ma dal forte significato metaforico.

La circolarità dell’intera installazione comprende la Ravagnan Gallery in Piazza San Marco 50/A, dove le sculture di Bruno Catalano sono di casa, e la nuova sede a Dorsoduro 686 (accanto alla Fondazione Peggy Guggenheim).

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